#LOOKINGFORMAXTOR
CON IL SUPPORTO TRANSTEMPORALE DI

MOSCABIANCA EDIZIONI
 

HAI MAI VISTO QUESTO CANE?
 

Secondo gli annali del Pluritempo era il 3 febbraio 2379 quando Maxtor, un esemplare di specie Canis lupus familiaris, fuse la propria coscienza con un’avanzata intelligenza macchinica. L’ibridazione conferì a Maxtor la rara facoltà di spostarsi nel Pluritempo svincolandosi da un’esistenza lineare al guinzaglio della legge di causa/effetto.

Il gruppo di cronoviandanti DustyEye con l’aiuto di Moscabianca Edizioni ha deciso di rintracciare Maxtor, o quantomeno di far luce sui fatti avvenuti a partire dal tardo XXIV secolo, momento in cui il cybercane fece perdere le proprie tracce. Nonostante una certa esperienza in termini di cronobalzi, il compito si sta dimostrando più arduo dei pronostici.

I primi riscontri descrivono Maxtor come un docile meticcio di taglia media e pelo nero, salvo per una spolverata di bianco sul muso, sul ventre e alle estremità delle zampe.

Come tratti distintivi: un occhio cibernetico e un dispositivo ricetrasmittente installato alla base della nuca. Un’antenna olfattiva? Una parabola sensoriale? O banalmente un’antenna parabolica telecinetica?

Un ringraziamento a Giorgio FinamoreSelena Garau Maher ed Lelrah per aver realizzato i tre manifesti che hanno permesso l’avvio delle ricerche.

Riguardo l’insolita tecnica adottata da Maxtor per spostarsi nel Pluritempo, possiamo descriverla come una sottrazione dimensionale, processo meglio noto con il nome di lineificazione.

Maxtor, da forma solida, assume le sembianze di un cartonato bidimensionale, poi anche il piano si riduce a una linea che ne tratteggia i soli contorni. A chiudere il processo, la retta converge verso un singolo punto. E il punto, in quanto punto, è privo di dimensioni.

Tale leggerezza geometrica gli dona la piena libertà di muoversi attraverso il Tempo e lo Spazio e di riprendere solidità dove desidera. Questo significa che Maxtor potrebbe essere apparso in qualsiasi luogo e qualsiasi epoca.
 

ATTENZIONE, PREGO!
 

Chiediamo quindi a chiunque abbia notato, intravisto o sognato un cybercane coerente al profilo descritto, a chiunque ne abbia avuto notizie dirette o indirette, a chiunque abbia scorto delle linee curve ondulare più sinuose del solito o abbia ricevuto nozioni circa il concetto di Pluritempo conversando direttamente con Maxtor…

… chiediamo insomma a chiunque ne sappia qualcosa di scrivere a maxtor@moscabiancaedizioni.it e possibilmente di condividere in rete il materiale in proprio possesso accompagnato dall’hashtag #LOOKINGFORMAXTOR.

Illustrazioni, testi, fotografie, documenti, poesie, racconti, dipinti, atti notarili, estratti, schizzi tratteggiati, articoli di giornale, registrazioni, manufatti… Qualunque tipo di testimonianza è prezioso!

Tutto il materiale raccolto sarà archiviato dal gruppo DustyEye ed esaminato da Moscabianca Edizioni con l’obiettivo di rintracciare Maxtor ricostruendo i suoi spostamenti lungo le infinite linee narrative del Pluritempo.

Aspettiamo impazienti i vostri contributi entro e non oltre la data del prossimo equinozio di primavera,  il 20 marzo dell’anno 2023 alle ore 16:44, in modo da avere materiale sufficiente per rendere finalmente pubblico un dossier su Maxtor.

Grazie anticipatamente,
DustyEye & Moscabianca Edizioni

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